Provo il Surly Moloko: abbandono il Dropbar?

SURLY MOLOKO

 

Quando anni addietro nel negozio di bici si presentavano clienti a chiedere il Moloko oppure un Jones Bar, io e miei colleghi li prendevamo simpaticamente in giro. “Roba da anziani!” dicevamo, pur sapendo la loro reale utilità. Noi eravamo tutti concentrati sull’aspetto sportivo delle bici. Performance, peso e via dicendo. Dunque ci divertivamo a fare questi simpatiche provocazione. Humor Inglese insomma.

Eppure alla fine, nascosta dietro la nostra presa in giro, c’era una sacrosanta genuina invidia per questi pazzi furiosi che viaggiavano il pianeta con queste bici e manubri strambi.

Eccomi qui, anni dopo, ad accorrere a questa soluzione io stesso. D’altronde….SONO ANZIANO!
 

 

DOVE NASCE L'ESIGENZA 

Durante il mio Islanda Bikepacking 2023, di cui puoi trovare il video racconto qui (CLICCA QUI), sapevo di dover affrontare centinaia di km di sterrato con qualche washboards. Dunque ho montato le gomme più larghe che potevo sulla mia Bombtrack Beyond 2 fiducioso che bastasse ad allietare la fatica. Tuttavia sapevo che anche con quest soluzione il Dropbar sarebbe stato un “pain in the ass”. Il mio Moloko, sapientemente acquistato una volta trovata una buona offerta, sarebbe stato stupidamente in attesa di “avventure più lunghe e più toste”. Guai montarlo solo per fare due settimane in Islanda, soprattutto per evitarmi un cambiamento troppo vicino alla partenza e dunque senza poterlo testare a dovere.

Si in vecchia ma gli errori sono ancora pane quotidiano…

Quanti washborads e di quale profondità mi è toccato subire! Mi ricordo ancora come fosse adesso quella sezione andando tra Versalyr e Nyidalur. Il vento tirava contro. Ero particolarmente stanco e affaticato. E quei dannati washboards erano di una profondità inaudita. Bastardi da fare schifo. E non c’era abbasta spazio a bordo pista per evitarli. Un male alle mani, spalle e polsi che mi ha fatto maledire la mia scelta. 
“Appena arrivo a casa, monto subito sto diamine di Moloko”.

E così ho fatto.

Nel video Youtube del montaggio manubrio e test ho condiviso per filo e per segno le mie considerazioni, anche se in modo MOLTO casalingo. Inoltre ho inserito alcune considerazioni tecniche a caldo. Ho poi atteso di testarlo a fondo, specialmente nel mio viaggio in Scozia dove è stato messo sotto frusta. In questo modo sento di aver dato una visione già completa e realistica possibile. 
A proposito: per vedere il mio viaggio in Scozia, puoi guardare il video dedicato (CLICCA QUI)

Esporvi il Moloko non è stato fatto con un video pettinato con tanto di videomaker e riprese spaziali. Tuttavia spero che il contenuto sia completo e che possa aiutare qualcuno a chiare eventuali dubbi o preplessità.

Di seguito ti racchiudo alcuni Highlights.

 

 

COSA È IL SURLY MOLOKO?

 

Il Moloko è un manubrio per bici da viaggio ideato da Surly. È pensato con una sola cosa in testa: viaggiare. Le molte possibilità di presa per le mani le quali offrono molteplici possibilità di appoggio delle mani ma anche barra orizzontale anteriore la quale offre un punto di aggancio borse molto vantaggioso, lo rendono molto polivalente ed estremamente comodo. 
In primis le borse dal manubrio possono essere tenuto più in alto rispetto ad un normale Flat Bar e, ovviamente, non avendo la costrizione del Dropbar, è possibile avere un carico più largo e dunque maggior capacità. Allo stesso tempo la sua lunghezza di 735mm consente un ottimo controllo sul mezzo che, quando il carico di peso sull’anteriore aumenta, è ovviamente più difficile da controllare con un dropbar su sterrato.

Questo manubrio è in acciaio, una goduria per l’assorbimento delle vibrazioni ma al contempo un salasso di peso. Circa 700grammi da mia pesata, simile a quanto dichiarato. 
Inutile dunque dire che per un utilizzo sportivo è assolutamente insensato. 
 


CI SONO ALTERNATIVE?

 

Assolutamente sì, non è l’unico manubrio sul mercato per questo utilizzo.
Uno su tutti è il celebre Jones Bar che offre una posizione di guida decisamente diversa. È più leggero, da loro sito la versione in alluminio dice “525g” e ci sono anche altre versioni, addirittura in Carbonio.

Anche la celebre Redhsift offre svariate soluzioni che tuttavia non ho mia visto e provato.

Uno strumento online molto utile per verificare gli angoli e mettere a confronto i vari manubri è https://whatbars.com. Trovi una immagine di comparazione qui di seguito.

 

 

 

PERCHÈ NON USARE UN FLAT BAR?

 

Ho fatto in passato lunghe distanze con la MTB. Un flat bar è certamente comodo di primo acchito e di sicuro dà il miglior controllo possibile sul mezzo. Tuttavia è veramente molto monotono sulla lunga distanza, specialmente in lunghi tratti sulla strada. A Fabio, che ha fatto l’islanda con come, ho consigliato di usare gli Spirgrips. Inoltre ci sono anche le classiche appendici da manopola. Aggiungere queste varie appendici dona un sacco di prese comode per le lunghe distanze. Tuttavia io personalmente non mi ci trovo. 
 

 

ABBANDONO IL DOP BAR?
 

Io credo che il Drop Bar per lunghe distanze stradali / cicloturistiche gravel compreso sia l’opzione più bella e anche più comoda. In Marocco, trovi il video racconto qui (CLICCA QUI), ho fatto un migliaio di chilometri trovandomi benissimo ma c’è da mettere nell’equazione che il 70% del giro era stradale o su facili sterrati. 
Tuttavia quando si trova un tratto di “guidato” oppure discese sterrate impegnative (con qualche buca, fondo non troppo stabile e sbriciolino per intenderci) e siamo a pieno carico ecco che il drop bar mostra tutti i suoi limiti. Durante L’Islanda Divide nelle lunghe discese ero in difficoltà quando ero stanco, la sensibilità diminuiva  e siccome quella parte di itinerario l’ho affrontato da solo non me lo sono goduto moltissimo concentrato com’ero a fare un guida chirurgica, evitando ogni asperità per come possibile sapendo che una caduta poteva essere una vera rogna dato la distanza da eventuali soccorsi. Sapendo molto bene la direzione che voglio prendere, quella del cicloviaggio un po’ avventuroso, non voglio avere timore di tratti sterrati. Dunque ho deciso di togliere il dropbar, che sicuramente non demonizzo affatto.

Come sempre ogni cosa che vogliamo usare dobbiamo metterla in confronto con l’idea più esatta possibile di cosa vogliamo fare. Il manubrio perfetto, dunque, non esiste.

 

DOVE SI POSSONO TROVARE QUESTI MANUBRI?

 

Non sono degli oggetti di largo utilizzo e non tutti i negozi di bici li hanno. Io infatti l’ho preso online sapendo benissimo di cosa si tratta e avendolo visto in molte occasioni dal vivo. Dalle mie parti non c’è alcun negozio nelle vicinanze che li vende. Tuttavia sono consapevole che per coloro i quali non hanno mia visto questi manubri, diventa difficile capire come sono fatti nella realtà. Il mio consiglio pratico dunque è di andarli a vedere dal vivo facendo una ricerca di un negozio specializzato. Le grandi città di solito hanno almeno un negozio di bici “fuori dalle righe” (esempio: Ciclocentrico di Torino) che offrono tante Adventure Bike e relative soluzioni per questo tipo di attività. Prima di lanciarsi in un acquisto, consiglio di andare a vederli per poi decidere cosa acquistare. Per chi invece ama sperimentare, può acquistare varie soluzioni a scatola chiusa, provarli e poi vendere cosa non gli andato a genio.

 

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